di Paolo Morelli
Grazie a dio forse, e quindi raramente, abbiamo l’impressione che non tutto sia perduto. Per esempio che quella del narrare non sia un’arte ormai delusa o esausta, solo preda di calcoli residuali, ma una predestinazione insegnata più che altro dal vento, come era nei toni svitati del cantore prescelto quella sera attorno al fuoco.
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